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Recensione su rock-impressions.com
martedì 30 settembre 2014
Da Torino l'esordio discografico dei Progetto Luna, Max Paudice (voce e chitarra), Gionathan D'Orazio (batteria), Emanuele Nifosì (percussioni) Alessandro De Carne (basso) e Marco Francavilla (tastiere e programmazione) compongono l'ensemble nativo nel 2009.

Il genere musicale affrontato è un Rock che si aggira fra il Pop, l'Elettronica, vintage e Funk, mentre i testi affrontano tematiche quotidiane, sociopolitica e poteri alti, il tutto in maniera molto semplice e diretta. La ricerca melodica si comporta altrettanto, lasciando molto spazio alla fantasia compositiva per un risultato gradevole e soltanto apparentemente scontato. Le differenti esperienze musicali interne alla band sono probabilmente uno degli ingredienti migliori che formano l'ossatura dei Progetto Luna e negli undici brani ne abbiamo riscontro.
Apre "Fastidiosi Rumori", descrizione di incompatibilità verbale, qui l'elettronica si fonde con una buona fase ritmica percussionistica. La composizione è lineare ed intelligente, grazie anche ad un buon arrangiamento. I brevi solo di chitarra stanno a testimoniare una certa tendenza verso il Rock vintage ed impreziosiscono il lavoro.

Reagge in "Onda", spazio anche a vocalità corali femminili nel ritornello. Piccole schegge di Litfiba di tanto in tanto si propongono all'ascolto, d'altronde Pelù e Renzulli hanno fatto la storia del Rock italiano. Sono molte le melodie vincenti in tutto il percorso e l'idea di supportarle spesso con arrangiamenti elettronici e cambi di tempo, risulta vincente.

Nel complesso il suono è avvolgente e ricco di particolari, ben equilibrato e pulito. Metriche liriche differenti, in stile Ivan Graziani, nel pezzo "Respira", mentre la musica ci regala due buoni solo centrali di tastiera e chitarra.
La strumentale title track presenta una band coesa e consapevole dei propri mezzi, pur trattandosi di un debutto è colmo di esperienza. Se invece volete ascoltare il lato più melodico e delicato della band, dovete arrivare a "Quello Che Vorrei", con effetti eco in stile Pink Floyd, ma dalla classica matrice melodica italiana, per alcuni versi vicina anche alla PFM.

"Ogni Tanto Sento Le Voci" è un debutto più che onesto, per molti istanti davvero interessante e con buone melodie, tutto questo mi fa sostenere, per l'ennesima volta, che in Italia c'è un sottobosco di ottima frutta, bisogna soltanto mangiarla e dire a tutti che è buona. Da parte mia faccio i complimenti e aspetto prove future per capire se ci sono margini di miglioramento, già così...promossi.

autore: Massimo Salari



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